Ecco qualche cenno sulle origini dell'Agility.L’Agility dog nasce in Inghilterra nel 1978, durante il “Crufts Dog Show”, la più importante esposizione cinofila mondiale. Gli organizzatori trovandosi a dover occupare una pausa di circa mezz’ora prima dell’inizio dei giudizi finali nel ring d’onore, decisero di intrattenere il pubblico mostrando un percorso simile al salto ad ostacoli dei cavalli,fatto però dai cani. La cosa raccolse un enorme successo e ben presto si decide di farne una vera e propria disciplina sportiva chiamata Agility dog, il cui regolamento ufficiale entrerà in vigore dal 1° gennaio 1980.L’agility approda in Italia nel 1989 quando il G.A.R.U., club cinofilo torinese, organizza il primo stage, tenuto proprio dal promotore inglese di questa disciplina, Peter Lewis. Iniziano così le prime dimostrazioni in pubblico e le prime gare nel 1991.Oggi i partecipanti alle gare di Agility sono numerosissimi in tutta Italia. L’agility è una disciplina che prevede l’effettuazione da parte del cane, libero da collare e guinzaglio, di un percorso composto da vari ostacoli di diversa forma e tipo. Il conduttore all’interno del campo di gara non può toccare il proprio cane e i comandi devono essere forniti solamente attraverso la voce e i gesti. Ma come si svolge una gara di Agility? Il conduttore deve far eseguire al proprio cane un percorso, formato da una ventina di ostacoli, nel minor tempo possibile e con il minor numero di errori. Qualsiasi cane può fare Agility, piccolo o grande che sia, di razza e non; infatti anche i meticci possono impararlo e soprattutto possono partecipare alle gare. Ovviamente i cani di piccola taglia
affrontano salti bassi, mentre gli altri saltano ostacoli più alti. Sono presenti tre diverse categorie in funzione della taglia del cane: Small, Medium e Large. Prima dell’inizio della gara i conduttori effettuano una ricognizione del percorso, senza il cane, allo scopo di prendere visione della sequenza degli ostacoli, dal momento che non conoscono a priori il percorso che devono eseguire. Questa serve per conoscere esattamente la disposizione degli ostacoli, per decidere quali comandi dare e che posizioni tenere all’interno del campo di gara; una errata ricognizione può portare all’eliminazione durante la gara, soprattutto quando si parla di cani molto veloci. In ogni gara vengono eseguiti due tipi di percorsi: uno con le zone di contatto, chiamato agility e l’altro senza, chiamato jumping. Le zone di contatto sono delle strisce rosse che si trovano alla fine degli ostacoli su cui il cane deve salire, quali la passerella, la palizzata, la bascula ed anche il tavolo e vengono chiamate così perché il cane deve appoggiarci sopra almeno una zampa, rallentando quindi la sua corsa all’inizio e alla fine dell’ostacolo. Se salta le zone prende 5 punti di penalità. Altre penalità vengono assegnate se viene rifiutato un ostacolo,se vengono fatte cadere le bacchette dei salti, se il cane esce dallo slalom senza averlo finito, ecc…
L’eliminazione invece avviene se il cane affronta un ostacolo errato, e quindi sbaglia il percorso, oppure se lo affronta al contrario. Vince una gara chi fa il minor numero di errori, in genere chi completa la prestazione con un percorso netto, nel minor tempo. Essendoci anche cani molto lenti, il giudice stabilisce un tempo massimo (calcolato in funzione dell’andatura media di una cane) e un tempo limite, entro il quale deve essere completato il percorso. Se si supera il tempo massimo il cane riceve delle penalità, se invece supera il tempo limite si ha l’eliminazione.
 Peter Lewis e Jhon Gilbert.
|